Navi a LNG: rischio perdita turismo per i porti italiani che non si adeguano

Lug 24, 2017

I rappresentanti dei due colossi, stanno insistendo per una rapida soluzione. Costa intanto sarà la prima compagnia ad avere due navi alimentate anche in mare aperto con Lng. I tempi di realizzazione sono previsti per il 2019 quindi bisogna trovare una soluzione alla svelta. Msc invece vedrà l’arrivo delle prime navi Green nel 2022 ma ha necessità di sapere quali saranno i porti di partenza almeno due anni e mezzo prima. “Oggi una nave così” ha spiegato Gianni Onorato, ad di Msc Crociere, “ non potrebbe venire a Genova. I fondali non sono abbastanza profondi per il sistema di rifornimento Lng” Onorato ha poi sottolineato che il futuro dipenderà proprio dal trovare una soluzione il problema:” Noi posizioneremo la nave solo dove si troverà il rifornimento”.

Anche Arnold Donald, ceo di Carnival, ha spronato l’Italia ad attrezzarsi per l’arrivo delle nuove navi già ordinate ai cantieri.
Ma non solo compagnie marittime, tra gli attori interessati al nuovo combustibile c’è anche il Gruppo Snam ed Edison. I primi hanno raddoppiato il rigassifictore di Panigaglia proprio in funzione dell’Lng, mentre Edison sta avviando una rivoluzione interna finalizzata ai servizi innovativi con un occhio puntato sulle rinnovabili.

In attesa di una mobilità navale elettrica

Il Futuro della mobilità via mare passa anche attraverso altre tecnologie. Tantissime aziende infatti ,con la collaborazione dei cantieri navali, stanno realizzando imbarcazioni elettriche o ibride, che puntano al rispetto dell’ambiente anche nella navigazione.

Alla luce dell’altissimo tasso di inquinamento delle navi, le nuove tecnologie porteranno ad un abbattimento di emissioni inquinanti. Questi mezzi non inquinano e non consumano carburante, sono silenziosi ed economici,.
Ma non solo: abbattono al massimo il moto ondoso e fanno rifornimento ricaricandosi direttamente con l’energia proveniente dalla rete elettrica.

naviI prossimi anni si apprestano a essere quelli che celebreranno il rinnovabile e il sostenibile. Due asset su cui le compagnie stanno fortemente incentrando investimenti in termini economici e di risorse. Se non si correrà subito ai ripari le emissioni di anidride carbonica dalla mobilità marittima, che ad oggi si aggirano intorno al 4% e il 5% del totale globale, potrebbero arrivare addirittura al 72% entro il 2020.

L’avvertimento arriva dall’IMO, l’Organizzazione marittima internazionale. Uno dei problemi legati alle grandi imbarcazioni è anche quello dell’acqua di zavorra. Ogni nave prende dell’acqua in una regione costiera e la scarica in un’altra. Quest’acqua verrà poi nuovamente trasportata da un’altra nave che la lascerà in un altro porto. Questo circolo vizioso destabilizza l’equilibrio dell’ambiente marino. Questo sistema è destabilizzante soprattutto per gli animali. I mammiferi marini sono a rischio estinzione. Si consideri che le morti per collisione tra navi e animali marini sono considerate una delle prime cause.

Per non parlare dei gas di scarico, dei rifiuti, dei liquami o dei disastri petroliferi.
Insomma la strada c’è ed è già delineata, basta correre ai ripari e cercare di coordinarsi affinché l’innovazione tecnologica e la civiltà camminino insieme puntando alla salvezza del Pianeta.

Fonte: F.M.Casavola, www.startmag.it

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