WEBINAR DEL CICLO CANTIERE DELLA SOSTENIBILITÀ | 18 febbraio 2026
Guest speaker: Patrizia Giangualano – Independent Director, Governance, Risk and Compliance Advisor
Laureata in Economia e Commercio con specializzazione in Finanza aziendale e Master in Diritto Tributario presso l’Università Bocconi, ha una consolidata esperienza in governance e consulenza strategica. È board member in società quotate e non, con incarichi nei principali comitati endoconsiliari (Rischi, Sostenibilità, Governance, Remunerazioni e Innovazione) ed è attualmente nel CdA di Saipem, Mediolanum e Ferragamo. Vice Presidente di Nedcommunity, è membro di Advisory Board e coautrice di pubblicazioni su sostenibilità e governance. Ha operato in diversi settori, tra cui finanza, energia, infrastrutture, difesa, fashion e retail, anche attraverso una carriera internazionale in grandi gruppi industriali, ICT e società di consulenza globali. Docente e advisor, si occupa di ESG, risk management, compliance integrata, transizione energetica e supporto alla crescita delle imprese.
Il suo webinar si intitola “La sostenibilità dopo Trump.”
La rielezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti ha aperto una nuova fase d’incertezza per le politiche ambientali globali. La sua visione scettica sul cambiamento climatico e il disimpegno dalle principali iniziative multilaterali — come l’Accordo di Parigi — avrebbero potuto indebolire lo slancio della transizione sostenibile a livello globale. Tuttavia, l’Europa, anche se con forme di deregolamentazione e semplificazione come l’Omnibus, sta mantenendo la propria leadership, diventando il baricentro normativo e strategico della sostenibilità. Le imprese europee si troveranno a navigare in un contesto geopolitico più frammentato, dove la coerenza tra politiche pubbliche e investimenti ESG sarà messa alla prova. In questo scenario, la sostenibilità non sara’ guidata solo dalla compliance, ma si radicherà sempre di più nelle strategie aziendali, nell’engagement degli stakeholder e nei nuovi modelli di governance con una forte propensione allo sviluppo di una cultura della gestione dei rischi e delle opportunità. La sfida sarà tenere alta l’asticella della credibilità, nonostante un contesto meno favorevole a livello globale.
Sintesi dell’intervento
La sostenibilità dopo Trump: cambia il contesto, non la direzione
Nel webinar del ciclo Il Cantiere della sostenibilità, Patrizia Giangualano ha offerto una lettura lucida di ciò che sta accadendo alla sostenibilità nello scenario post-Trump. Il messaggio chiave è chiaro: la sostenibilità non scompare, ma cambia forma. Da progetto prevalentemente politico-regolatorio si sta trasformando sempre più in strategia economica di lungo periodo, centrata su rischio, competitività e creazione di valore. Meno politica, più pragmatismo economico
L’uscita degli Stati Uniti da accordi multilaterali come l’Accordo di Parigi e il ritorno a politiche energetiche orientate ai combustibili fossili hanno rallentato lo slancio globale. Tuttavia, non si assiste a una cancellazione della transizione. Molti Stati, città e imprese – anche negli USA – hanno continuato il percorso. Ma, soprattutto, è la finanza ad aver reso strutturale l’integrazione dei fattori ESG nei modelli di valutazione del rischio. Banche centrali e investitori considerano ormai il rischio climatico come variabile economico-finanziaria rilevante. Il risultato? Una sostenibilità meno ideologica e più selettiva, in cui sopravvive ciò che genera valore reale e resilienza.
I nuovi rischi al centro della governance
Giangualano ha richiamato l’attenzione sui principali rischi globali emersi anche dal dibattito internazionale:
- disinformazione e uso distorto dell’intelligenza artificiale
- cyber risk e tutela dei dati
- polarizzazione sociale e redistribuzione della ricchezza
- conflitti geopolitici
- cambiamento climatico, che resta un rischio sistemico di lungo periodo
Per le imprese, questo significa spostare il baricentro della governance sulla mappatura e gestione integrata dei rischi, definendo con chiarezza la propria propensione al rischio e sviluppando una cultura aziendale coerente.
Normative europee: meno ideologia, più semplificazione
In Europa, nonostante un clima politico più complesso, il percorso normativo non si interrompe. Tassonomia, rendicontazione di sostenibilità, due diligence di filiera e standard ESG restano pilastri fondamentali. È vero: con il pacchetto Omnibus si assiste a una semplificazione e a un innalzamento delle soglie dimensionali, oltre a un rinvio di alcune scadenze. Ma i principi di base rimangono:
- doppia materialità (impatto e rischio finanziario)
- rendicontazione lungo tutta la catena del valore
- integrazione tra bilancio finanziario e non finanziario
- attenzione a capitale naturale, sociale e umano
La sostenibilità entra sempre più nel cuore del modello di business.
La nuova finanza sostenibile: selettiva e orientata alla redditività
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento riguarda l’evoluzione della finanza ESG. Se in passato la spinta era prevalentemente regolatoria e “tematica”, oggi gli investitori chiedono:
- flussi di cassa solidi
- resilienza nel tempo
- vantaggi competitivi concreti
Non basta essere “green”: occorre essere profittevoli e sostenibili insieme.
Ne deriva un approccio più pragmatico:
- rivalutazione di settori come energia tradizionale e nucleare (in chiave di sicurezza e basse emissioni)
- focus su infrastrutture, reti elettriche, stoccaggio, efficienza energetica e materie prime critiche
- maggiore attenzione alla qualità delle informazioni e alla coerenza strategica
Al contrario, risultano penalizzate le realtà eccessivamente indebitate o dipendenti da sussidi pubblici senza un modello economico solido.
Dalla compliance alla strategia
Il vero cambio di paradigma evidenziato da Giangualano è questo: la sostenibilità non può più essere gestita come mero adempimento normativo.
Diventa invece:
- leva di competitività
- strumento di gestione dei rischi
- elemento di credibilità verso investitori e stakeholder
- motore di innovazione tecnologica e organizzativa
In un contesto geopolitico frammentato, le imprese devono dimostrare coerenza tra dichiarazioni, strategie e risultati.
Conclusione: una transizione più lenta, ma più solida
La fase post-Trump potrebbe comportare una transizione meno accelerata e meno ideologica. Ma proprio per questo, secondo Giangualano, potrebbe risultare più strutturale e robusta. La sostenibilità resta al centro perché:
- i rischi climatici e sociali non scompaiono
- la finanza continua a integrarli nelle valutazioni
- i mercati premiano modelli resilienti
- stakeholder e comunità chiedono responsabilità
In definitiva, la sostenibilità non è più soltanto una scelta etica o politica: è una condizione per creare valore nel lungo periodo.
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