WEBINAR DEL CICLO CANTIERE DELLA SOSTENIBILITÀ | 22 aprile 2026
“Economia circolare: esempi di progettazione dei materiali.”
Guest speaker: Lorenzo Vendrame, Ingegnere dei materiali, Senior PM – DI Works
Laurea in Ingegneria dei Materiali e Nanotecnologie presso il Politecnico di Milano.
In qualità di responsabile del Centro di Competenza per la Ricerca presso DI Works, Lorenzo si occupa principalmente di scouting tecnologico e di processo per i mercati del lusso: moda, automotive, occhiali, packaging ed elettronica di consumo.
Con rigore metodologico e una mentalità orientata al servizio, trasforma le analisi di mercato e le intuizioni qualitative in percorsi di innovazione concreti e sostenibili, sfruttando l’innovazione aperta per integrare i contributi di clienti, startup, mondo accademico e partner industriali. La sua curiosità lo spinge a sperimentare nuovi materiali e processi, coniugando la creatività industriale con il rigoroso rispetto delle normative. Attraverso l’empatia e la collaborazione, instaura relazioni professionali durature con gli stakeholder e i partner.
Competenza di settore: Lorenzo vanta una vasta esperienza nei materiali e nei processi produttivi per i settori della moda, dell’automotive di alta gamma, dell’occhialeria, dell’elettronica di consumo e dell’edilizia.
Sintesi dei contenuti
Innovazione Materica: Perché il Futuro della Sostenibilità è Più Sorprendente di Quanto Pensiamo
La sostenibilità è un campo minato di pregiudizi. Spesso, ciò che a prima vista ci sembra “ecologico” si rivela, dati alla mano, meno efficiente di soluzioni che avevamo già bollato come nemiche dell’ambiente. Navigare questa complessità richiede una bussola precisa: il rigore scientifico unito a una visione progettuale divergente.
È questo l’approccio dell’ingegner Lorenzo Vendrame, specializzato in nanotecnologie e responsabile della ricerca presso DIWorks (Design Innovation Works). Operando all’interno del gruppo IQUD, DIWorks funge da hub di outsourcing per la ricerca e lo sviluppo, collaborando con i grandi player del lusso, dell’automotive, dell’eyewear e delle costruzioni. L’obiettivo? Svelare i takeaway più controintuitivi che stanno trasformando l’economia circolare in un motore di innovazione reale, ben oltre il semplice marketing.
La provocazione: perché la plastica talvolta e’ meglio del vetro
Uno dei pilastri del lavoro di Vendrame è il Life Cycle Assessment (LCA), uno strumento scientifico che analizza l’impatto ambientale di un prodotto “dalla culla alla tomba”. È proprio l’LCA a far crollare uno dei miti più resistenti: l’idea che il vetro sia sempre preferibile alla plastica.
In un progetto condotto per il settore farmaceutico, i dati hanno ribaltato la percezione comune. Il vetro è un materiale estremamente energivoro: la fusione degli ossidi di silicio richiede temperature altissime e il prodotto finito è pesante e denso, il che impatta drasticamente sulle emissioni durante il trasporto. Inoltre, un contenitore in vetro occupa lo stesso volume sia pieno che vuoto.
La soluzione vincente si è rivelata un film plastico flessibile. Essendo un polimero termoplastico, richiede meno energia per la trasformazione e, soprattutto, permette di creare packaging che non occupano spazio quando sono vuoti. Questa flessibilità riduce la massa di materiale prelevata dalla Terra e ottimizza i flussi logistici in modo radicale.
“Il vetro non è necessariamente in tutti i settori la soluzione migliore. In realtà, in certi casi la plastica vince perché il vetro occupa spazio anche quando è vuoto, è pesante e richiede un’energia di trasformazione altissima.” — Lorenzo Vendrame
Questo esempio ci insegna che la vera sostenibilità non si fa con l’ideologia, ma con i calcoli sulla massa, sull’energia e sul ciclo di vita.
Visione Trasversale: dagli scarti del Fashion ai Pallet della Logistica
L’innovazione spesso non consiste nell’inventare qualcosa di nuovo, ma nel praticare il knowledge transfer. Come osserva spesso Vendrame, “quello che è nuovo in un’industria è spesso storia vecchia in un’altra”.
Durante un recente confronto sul futuro della logistica, è emersa una visione formidabile: utilizzare gli scarti di fibra tessile dell’industria della moda per sostituire il legno nei pallet. Le fibre di scarto, pre e post-consumer, possono essere rielaborate per creare strutture a nido d’ape (honeycomb), una tecnologia già ampiamente utilizzata nei materiali compositi avanzati per le loro eccezionali proprietà meccaniche.
Perché questo approccio è rivoluzionario?
Valorizzazione del rifiuto: Trasforma tonnellate di fibra tessile destinata all’inceneritore in una risorsa strutturale.
Preservazione delle risorse: Riduce la pressione sulla deforestazione, offrendo un’alternativa al legno vergine.
Efficienza meccanica: Crea strutture leggere ma estremamente resistenti, riducendo il peso complessivo del carico e i consumi di carburante.
L’Intelligenza Artificiale come Acceleratore di Ricerca Divergente
Trovare il materiale perfetto per una specifica applicazione richiedeva un tempo anni. Oggi, DIWorks, in collaborazione con la “twin company” Square D, ha sviluppato “Match per Material”, uno strumento di IA progettato per comprimere il time-to-market.
Il sistema opera su tre pilastri fondamentali della trasformazione: Materiale, Tecnologia (Processo) e Finissaggio. Partendo da un brief in linguaggio naturale — ad esempio la necessità di sostituire pannelli in MDF con specifiche performance meccaniche — l’IA esegue uno screening istantaneo tra migliaia di opzioni.
Questo non sostituisce l’ingegnere, ma ne potenzia la fase di ricerca divergente. Permette di passare da una moltitudine di ipotesi a una selezione di soluzioni concrete in pochi mesi invece che in anni, identificando connessioni inaspettate tra fornitori e tecnologie provenienti da mondi distanti.
La Chimica del Riciclo: Seconda Vita all’Acetato di Cellulosa
Un caso emblematico di nobilitazione dello scarto riguarda l’acetato di cellulosa, il materiale che compone i filtri delle sigarette. Spesso percepiti come un rifiuto inquinante e di scarso valore, questi filtri nascondono una risorsa preziosa per il design e il lusso.
Il principio cardine qui è la chimica: “il simile scioglie il simile”. Comprendendo la natura molecolare della fibra, è possibile rigenerarla per diverse applicazioni lungo tutta la scala del valore. Si va dal “tappetino da imbianchino” (un prodotto funzionale per l’edilizia) fino a soluzioni ad alto valore aggiunto, come scatole rigide per il packaging di lusso o montature per occhiali.
Il risultato è un materiale che al tatto e alla vista appare come una plastica nobile, ma che è in realtà 100% cellulosa, capace di tornare nel ciclo produttivo dell’eyewear o dell’oggettistica di design invece di finire in discarica.
Biomimetica Botanica: Oltre la Piuma d’Oca
Nel settore outdoor, la sfida è trovare alternative termiche alla piuma d’oca che siano etiche e sostenibili. Se i “cluster di poliestere” sintetici sono già una realtà, essi portano con sé il problema delle microplastiche e della mancata biodegradabilità.
La frontiera più avanzata è quella dei fiori. Alcune specie botaniche possiedono strutture naturali con un potere isolante notevolissimo, che replicano attraverso la biomimetica la capacità della piuma di intrappolare il calore. Queste soluzioni offrono performance termiche paragonabili a quelle animali, ma con un profilo totalmente vegetale e biodegradabile, risolvendo alla radice le problematiche etiche senza compromettere la tecnicità del capo.
Conclusione: Il Coraggio della Curiosità
L’innovazione materica ci insegna che non possiamo sapere tutto, ma dobbiamo essere abbastanza curiosi da guardare ovunque. La transizione verso un’economia davvero circolare non è un processo lineare, ma un esercizio costante di esplorazione e rigore. Richiede il coraggio di testare soluzioni che inizialmente sembrano sbagliate e la capacità di vedere un occhiale di lusso dove altri vedono solo un filtro di sigaretta.
La tecnologia e l’IA ci offrono gli strumenti per accelerare questo cambiamento, ma il motore resta la nostra capacità di analisi.
Siamo pronti a sfidare le nostre certezze e cambiare la nostra percezione dei materiali per costruire un futuro realmente rigenerativo?
Per rivedere i webinar passati del ciclo Il Cantiere della Sostenibilità, visita la nostra playlist su You Tube


