Automazione, circolarità e misurazione: come integrare efficienza operativa e responsabilità ambientale nella supply chain.
Per molto tempo la logistica è stata considerata soprattutto una funzione di servizio, chiamata a garantire disponibilità, puntualità e continuità. Oggi alle imprese viene chiesto anche di contribuire concretamente alla sostenibilità, integrando la riduzione dell’impatto ambientale nelle decisioni operative di ogni giorno.
È un cambiamento che riguarda da vicino le imprese industriali e, in particolare, il settore alimentare, dove la supply chain deve conciliare qualità dei prodotti, varietà dei canali distributivi, volumi variabili e continuità del servizio.
La sostenibilità logistica prende forma proprio in questo equilibrio: nella capacità di ripensare processi, infrastrutture e flussi, migliorando l’efficienza e utilizzando le risorse in modo più razionale.
L’esperienza di Riso Scotti, raccontata da Luca Priori, Direttore Logistica dell’azienda e consigliere di SOS logistica, offre alcuni esempi concreti di questo approccio. Due le direttrici principali: l’automazione dei processi e la circolarità dei materiali, accompagnate da una crescente attenzione alla misurazione dei risultati.
Dall’efficienza alla sostenibilità: il cambiamento parte dai processi
Il primo passo consiste nel considerare la sostenibilità come una conseguenza diretta dell’efficienza. Ridurre le movimentazioni inutili, utilizzare meglio gli spazi, gestire i flussi con maggiore precisione e limitare gli sprechi significa migliorare le prestazioni logistiche e, allo stesso tempo, ridurre l’impatto ambientale.
In questa direzione si inserisce il nuovo hub logistico automatizzato che Riso Scotti sta realizzando presso il proprio quartier generale di Pavia, in collaborazione con System Logistics.
Il progetto nasce per accompagnare la crescita dell’impresa e gestire flussi sempre più articolati. Prevede un magazzino intensivo e una flotta di veicoli a guida automatica, con l’obiettivo di rendere le operazioni più fluide, stabili e controllabili.
L’automazione consente di ripensare l’organizzazione della movimentazione interna: meno passaggi tra magazzini, migliore utilizzo degli spazi, maggiore prevedibilità dei flussi e riduzione delle movimentazioni superflue. Ne deriva un impiego più razionale delle risorse, nel quale efficienza operativa e sostenibilità procedono insieme.
Innovare senza interrompere la continuità operativa
Ogni trasformazione logistica deve confrontarsi con una condizione essenziale: l’attività deve continuare a funzionare anche durante il cambiamento.
Introdurre nuove tecnologie e modelli organizzativi richiede quindi pianificazione, interventi per fasi e collaborazione tra le diverse funzioni aziendali. Le competenze industriali, logistiche e informatiche devono dialogare con quelle dei partner tecnologici.
La tecnologia, da sola, non garantisce il risultato. Un sistema automatizzato produce valore quando è inserito in una visione chiara dei processi e quando le persone sono preparate a utilizzarlo e governarlo.
La sostenibilità logistica richiede perciò anche un’evoluzione della cultura organizzativa: formazione, obiettivi condivisi e decisioni sempre più consapevoli, supportate da dati e responsabilità chiare.
Pallet pooling: la circolarità diventa misurabile
Un secondo esempio significativo riguarda la gestione dei pallet.
In collaborazione con CHEP, Riso Scotti ha consolidato l’utilizzo di un sistema di pallet pooling, basato sul noleggio e sul riutilizzo continuo dei bancali.
Il modello prevede che i pallet vengano recuperati, controllati, riparati quando necessario e rimessi in circolazione. In questo modo si riduce la necessità di produrre nuovi bancali, con benefici sul consumo di legno, sulle emissioni di CO₂ e sulla produzione di rifiuti.
I risultati annuali riportati dall’azienda sono concreti:
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617.000 kg di CO₂ risparmiati;
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258.000 dm³ di legno risparmiati;
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26.000 kg di rifiuti risparmiati.
Questi numeri mostrano il valore ambientale del pallet pooling, ma anche quello gestionale. Collegare una scelta operativa a risultati verificabili permette infatti di valutare l’efficacia degli interventi e di rendere più trasparente il percorso di sostenibilità.
Misurare per dimostrare i risultati
La misurazione è un elemento sempre più importante. Istituzioni, mercato e clienti chiedono alle imprese di dimostrare i risultati raggiunti, andando oltre dichiarazioni generiche.
Nella logistica, tuttavia, raccogliere dati omogenei non è semplice: la filiera coinvolge numerosi attori, passaggi, materiali e piattaforme. Per questo è necessario sviluppare sistemi di misurazione e collaborazioni capaci di trasformare le scelte operative in indicatori comprensibili e confrontabili.
Il caso del pallet pooling evidenzia proprio questa possibilità: una soluzione condivisa lungo la filiera diventa anche uno strumento per quantificare i benefici ambientali.
La collaborazione è infatti una condizione essenziale. Produttori, fornitori, operatori logistici, trasportatori, piattaforme e distributori contribuiscono tutti al funzionamento della supply chain. Modelli condivisi, dati accessibili e standard comuni possono rendere più efficaci gli interventi delle singole imprese.
La sostenibilità come metodo di lavoro
Automazione e pallet pooling sono interventi diversi, ma rispondono alla stessa logica: integrare la sostenibilità nei processi e collegarla a risultati misurabili.
Non esiste una soluzione unica. Il cambiamento nasce da tante scelte coerenti e progressive: una movimentazione evitata, uno spazio utilizzato meglio, un materiale recuperato, un flusso gestito con maggiore precisione.
Quando è integrata nelle attività quotidiane, la sostenibilità può diventare una leva di efficienza e competitività. Un sistema logistico più ordinato, controllato, circolare e misurabile è anche più solido e resiliente, capace di affrontare meglio la complessità del mercato.
La sfida per le imprese è continuare a integrare innovazione, efficienza e responsabilità ambientale in un unico modello operativo. Un percorso che richiede investimenti, competenze e collaborazione, ma che può generare valore concreto nel tempo.
Come dimostra l’esperienza di Riso Scotti, la sostenibilità logistica si costruisce soprattutto nei processi: attraverso decisioni quotidiane, interventi concreti e risultati che possono essere misurati.
A cura di Luca Priori, Direttore Logistica Riso Scotti SpA e consigliere SOS logistica.


